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Appena diplomato, cosa fare all’estero?

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Un lavoro generico, una borsa di studio, fare il volontario, la ragazza alla pari oppure frequentare un corso di lingua. Sono tante le opportunità per i neodiplomati oltre i confini nazionali.

Chi è appena diplomato, è nel periodo ideale della vita per muoversi e sfruttare le opportunità di lavoro e studio all’estero. Finito un ciclo formativo fondamentale, è il momento giusto per concedersi una pausa e riflettere su cosa fare da grande. Una pausa che però dovrebbe essere produttiva e aiutare a maturare. Non ci sono ancora tutti gli impegni come lavoro, partone, case, bambini che ovviamente non permettono più di lanciarsi facilmente in nuove esperienze in terra lontane. Spesso l’ impegno di concludere gli studi non ha lasciato abbastanza tempo per capire fino in fondo quali sono le cose che mi piacciono di più, per le quali mi sento portato, e quali potrebbero determinare la mia scelta professionale. Può darsi che senta una lacuna nella mia formazione, come la scarsa padronanza delle lingue straniere, oppure ho la sensazione che il mio paese mi sta troppo stretto e che un cambiamento d’aria mi aprirebbe nuovi orizzonti personali e, forse, anche professionali. Allora, cosa posso fare in questo momento della mia vita?

 

 

1.    Vado a cercarmi un LAVORO GENERICO, che non richiede una preparazione particolare. Ce ne sono tanti in giro: si va dal lavapiatti al magazziniere nel supermercato, dal facchino al corriere in bici, dall’aiutante in un campeggio al sorvegliante in un parco di divertimenti, dall’aiuto in gelateria al bracciante nella raccolta agricola. Come requisiti principali devo disporre di spirito intraprendente, essere fleresistenza per superare i problemi che arriveranno di sicuro e avere come sicurezza una riserva di circa 2000 Euro). Poi trovo il tempo per prepararmi bene e raccolgo le informazioni sul paese desiderato, sui lavori e gli alloggi possibili.

 

2.    Mi candido per una BORSA DÌ STUDIO “Leonardo da Vinci” per la formazione professionale all’estero (www.programmaleonardo.net/llp) oppure mi candido direttamente nelle aziende straniere per uno stage. In questi casi voglio sfruttare in modo mirato la permanenza all’estero per allargare la mia preparazione formativa e professionale visto che si tratta di un periodo durante il quale non sono miglioro la lingua, ma capisco anche fino in fondo se un determinato lavoro è fatto per me.

 

3.     Mi candido come VOLONTARIO  presso una delle migliaia di organizzazioni non profit in giro per il mondo. Se mi offro per al meno 3 mesi e so comunicare nella lingua del paese, posso trovare occasioni nel settore sociale, ambientale e culturale da Edimburgo ad Atene, da Bordeaux a Budapest. Forse riesco anche a trovare una borsa tramite il programma europeo “Servizio volontario europeo” (SVE- www.gioventuinazione.it) oppure il Servizio Civile Nazionale all’estero” (www.serviziocivile.it) .

 

4.     Se sono una ragazza, posso sfruttare la via più tradizionale della mobilità internazionale facendo la ragazza ALLA PARI. Vivrei presso una famiglia e mi prenderei cura dei piccoli avendo tempo da dedicare a me stessa, alla mia maturazione, all’apprendimento della litro una vita e una mentalità diverse, come nel mio paese non avrei mai potuto.

 

5.    Un investimento n ella mia preparazione linguistica premia sempre, indipendentemente dalla quantità di tempo in cui sto fuori. Con un CORSO DÌ LINGUA di quattro o più settimane dovrei riuscire a risolvere alcuni problemi essenziali della lingua e potermi in seguito cercare un lavoro che mi sostenga e mi permetta di rimanere fuori fino al momento in cui la padronanza sarà veramente buona.

 

Sono veramente molte le opportunità per fare un’esperienza utile fuori dall’Italia. Non abbiamo parlato per esempio dell’ospitalità in famiglia o dello studio post diploma. Il mondo fuori è come un grande cesto piano di frutti, che però non sempre sono digerii da tutti. Perché ognuno ha esigenza diversa e ciò che va bene  per una persona non va bene per l’altra. L’importante è darsi degli obiettivi chiare e realistici. A cosa mi serve un’attività all’estero? Cosa voglio avere in mano (e nel cervello) quando rientrò in Italia ? prepararsi bene è la miglior garanzia di successo in un’impresa che graticcerà per tutta la vita

 

 

 

 

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